
.JuSt A DeViL.
.HeR LiGhTs.
Suonare La batteria. Il Rumore Della Pioggia. La Penombra. Il Buio Che C'è Dietro Ogni Anima Buona. Cantare. Piangere Come Quando Sono Nata, Nuda Sotto Le Lenzuola, Con La Disperazione & La Paura Di Ciò Che Mi Aspetterà Domani. Il Mare Di Notte. Le Stelle Nella Notte Più Scura. I Cimiteri. Tutto Ciò Che è A Metà. Guardare Tutti Senza Essere Vista. I Boschi Della Finlandia. I Laghi Ghiacciati. La Neve. I Posti Isolati & Bui. Te.
.HeR ShAdOwS.
Il Sole Splendente. Le Urla. Le Risate. I Sorrisi Falsi. Le Cose Infantili. La Gente Stupidamente Felice. Le Cose Colorate. I Luoghi Vuoti & Ordinati. Il Profumo Di Marsiglia & Muschio Bianco. La Gente Invadente. I Finti Psicologi. I Superficiali. Gli Insensibili. Gli Ipocriti. La Morte. Chi Giudica.
.AnCiEnT MeLoDiEs.
Cradle Of Filth. Him. Evanescence. Liquido. Colour Of Fire. Zeromancer. Angelspit. Children Of Bodom. Manowar. Dimmu Borgir. Ska P. Within Temptation. The Used. My Chemical Romance. Dope Stars Inc. Dream Theater. Lacuna Coil. Sonata Arctica. Murderdolls. Wednesday 13. The Rasmus. Fall Out Boy. Panic At The Disco. Nickelback. Slipknot. Dead Star Assembly. Hocico. Jimmy Eat World. Dragonforce.
.LoSt PaGeS.
La Solitudine Di Elena. Lei, Che Nelle Foto Non Sorrideva. Le Età Di Lulù. 100 Colpi Di Spazzola Prima Di Andare A Dormire. L'Odore Del Tuo Respiro. Il Paradiso Può Attendere. Il Viaggiatore Notturno. In Nome Dell'Amore. La Ragazza Interrotta. La Bambina Perduta. Il Vecchio E Il Mare. Io Sono Una Tigre. In Punta Di Cuore. Quella Volta Ho Volato. Donne Che Amano Troppo. Parlami D'Amore. Va' Dove Ti Porta Il Cuore. Una Vita. La Coscienza Di Zeno.
.IlLuSiOnS.
La Tempesta Di Agata. Il Giardino Delle Vergini Suicide. Donnie Darko. Harold & Maude. Angeli Perduti. Le Età Di Lulù. Noi, I Ragazzi Dello Zoo Di Berlino. Il Favoloso Mondo Di Amelie.
.FaNliStInG.
.HeArT'S DeSiReS.
Andare a Genova da Angel. Andare In Finlandia Con Una Persona Importante. Andare Al Concerto Degli Evanescence. Andare In America. Avere Una Grandissima Libreria. Abbracciare Johnny. Innamorarmi. Pubblicare Il Mio Libro. Andare In Australia. Fare Paracadutismo. Andare A Scuola In Pigiama. Fare Sega Per Tre Giorni Di Fila. Seguire Un Ragazzo Nel Bagno Degli Uomini. Baciare Ruggio (:Q_)Stare Tutta La Notte Sul Tetto Di Casa Con La Mia Migliore Amica. Trovare Una Migliore Amica. Suonare Benissimo La Batteria. Fidanzarmi Per Minimo Un Anno. Imparare A Perfezione L'Inglese. Dare Un Calcio In Culo A Quella Truzza Di Federica S. Stare Tutto Un Giorno Sul Letto Con Il Mio Ragazzo A Farmi Fare Le Coccole. Fare Un'Orgia Con Due Ragazzi & Una Ragazza Tutti & Tre BiSex. Avere Una Rosa Blu. Veder Nascere Un Bambino. Conoscere Metallari e Dark Da Bacillario. Baciare Il Mio Insegnante Di Batteria. Prendere Più Di 5 A Latino. Comprare Le New Rock. Andare In Una Discoteca Dark. Diventare Mamma Prima Dei 18 Anni. Farmi I Rasta. Farmi Il Piercing Al Labbro. Farmi Amare. Conoscere Una Bisex. Comprare La Maglia Dei Sonata Arctica. Avere La Batteria. Formare Un Gruppo. Farmi Da Sola Un Tattoo. Parlare Con Ruggio. Avere Le Converse. Baciarmi Con Il Fratello Della Mia Migliore Amica. Leggere Un Libro Sull'Aborto. Comprare Una Felpa COn Le Stelline. Scrivere Un Libro. Scrivere Un Libro Sulla Magia. Farmi Leggere La Mano Da Una Zingara. Litigare Con Tutti I Miei Amici. Nuotare Nuda. Fare La Sauna. Andare Con L'Aereo Da Sola. Scrivere Una Lettera. Citofonare Ad Un Palazzo Chiedendo Di Un'Amica Conosciuta Solo Su MsN. Tenere Un Diario Per Tutta L'Estate. Andare Con Due Ragazzi Insieme. Guardare Per Tutta La Notte Il Cielo In Finlandia. Presentare Il Mio Ragazzo Ai Miei. Partecipare Al Concerto Dei Lordi, Fatto Nel Giardino Davanti Al Palazzo Della Mia Casa In Finlandia (xD). Baciare Un Ragazzo Al Primo Appuntamento. Rotolarmi Nel Fango. Baciarmi Per Un'Ora Di Fila. Dire Ti Amo A Sylvia. Essere La Ragazza Alla Quale Un 17enne Ha Dato Il Primo Bacio. Ubriacarmi. Andare Con 4 Ragazzi Diversi Nel Giro Di 12 Ore. Avere Un Amico Gay. Fare Shopping Da Bacillario E KeStrano. Andare Al Cinema & Baciarmi Con Un Tipo Per Tutto Il Tempo. Correre E Urlare In Un Prato Fingendo Di Essere Un Gladiatore. Farmi Una Canna. Farmi Scoprire Da Mio Padre A Letto Con Un Tipo. Sedermi Per Terra In Una Metro Piena Di Gente. Fare Colpo Sul Proprietario Di Un Bar. Fare Due Ore Di Ritardo. Andare A Scuola Con La Cresta, Vestita Completamente Punk.
.OtHeR.



.LaSt CoMmEnTs.
utente anonimo in VaFFanCulO...Mondo d...
.LeAvE YoUr SoUl.
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affetti
belle giornate
emo
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eros
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Dark Graphic
.giovedì, 25 gennaio 2007.
14:07
Signore e Signori, Etero e no, pacifisti o rivoluzionario, studenti o lavoratori (ma anche disoccupati), stronzi e gentili, psicopatici o sani di mente (almeno in parte), blackster o punk, metallari o amanti del rock... (tagliamo corto), volevo postarvi qui dei video di dolcissimi, stupendi, teneri, amorevoli, pucciosi e mimmi trilli (chi più ne ha ne metta), Emo...
<3 <3 <3
Per questo amo le Donne...
Lacrima persa da
ToxicCandy
.sabato, 20 gennaio 2007.
11:23
pensieri, eros, affetti, giorni importanti, belle giornate
Abbracciati come due bambini nell'ultimo vagone di un treno che non sembra voler partire. E' sera, una sera stranamente tranquilla dove niente sembra volerci dividere. Forse solo l'idea di aver passato un pomeriggio liberi e dover comunque tornare a casa, dai nostri genitori, nella nostra famiglia, come due ragazzi che hanno rispettivamente quattordici e sedici anni. Ma cosa c'è di più bello, di un bacio che sembra durato un istante e invece è durato ore? Cosa c'è di più rassicurante che sentirti accettati per ciò che si è, pregi e difetti compresi?
Con la testa appoggiata sulla sua spalla, il respiro pesante come una coppia appena uscita dal loro amplesso d'amore.
"Eli..."
"Mmmh?"
"Io ti amo..."
Nessuno sa spiegare cosa c'è ora nel cuore di lei e cosa c'è nella testa di lui. Nessuno può sapere perchè ora il suo volto è bagnato da dolci lacrime che vorrebbe lasciare uscire come un fiume di acqua zuccherata.
Dimmelo ancora. Ti prego non tenerlo dentro. Deve essere cosa comune, tutti devono sapere che mi ami, che non sono sola... che tu ci sei, io ci sono, che esistiamo e hai rubato un pezzetto di me ora. Non stringere le labbra, non impedire che quelle parole fuoriescano. Non tenerlo nel cuore... dimmelo, dimmelo amore, dimmelo che mi ami.
Lacrima persa da
ToxicCandy
.lunedì, 08 gennaio 2007.
18:16
pensieri, tristezza, eros, speranze, affetti, giorni importanti, belle giornate
VaFFanCulO...
Mondo di merda. Vita di merda. Dolore e Lacrime. Uscire di scuola con l'mp3 con la canzone di Avril Lavigne. Lei è lì fuori a scuola.
Ora mi giro e me ne vado.
Dai, la saluto e me ne vado.
Ciao. No. Non mi esce nessuna parola dalla bocca. Alzo il mento. Seria.
Sì avvicina. Sorride. "Oh, ciao. Scusa non ti avevo proprio vista. Sto aspettando Simona."
Mi brucia. Dio quanto mi brucia dentro, sento che morirò, sento che ho voglia di piangere. Voglio sbattere i piedi per terra e urlare. Mi mordo il labbro inferiore. Ecco, sto per piangere.
"Ohi..." Mi schiocca le dita davanti alla faccia. Mi limito a guardarla. Fingo un sorriso. Lo imito, non sapendo nemmeno più cosa sia.
Mi appoggio al palo. Respiro piano non so più se voglio andarmene o rimanere qui per sempre. Non so nemmeno se la odio oppure no. Non so perchè la cerco. Perchè la chiamo?
Perchè l'ho salutata?
Anno nuovo vita nuova. Ho il ragazzo. Lui è vero. Lui non è come gli altri. Lui c'è. Siamo andati a Via del Corso, poi ai Fori Imperiali e in fino al Colosse.
Quel sorriso, come mi piace.
Quelle parole, come mi piacciono.
"Tu sei nei miei occhi e io nei tuoi"
Quella mano, porgimela.
Ti voglio bene. Ti voglio bene. Ti voglio bene. Ti voglio bene. Ti voglio bene. Ti voglio bene.
Con te è tutto così bello. Con te c'è finalmente qualcosa che ha senso. Con te mi sento speciale. Con te mi sento solo me stessa. Apprezzare un tramonto, da oggi lo facciamo in due. Disegnare sulla spiaggia, da oggi lo facciamo insieme. Andare al cinema, da oggi so che mi ci porti tu. Imparare ad amare, insegnamelo.
Cinque
Gennaio
DuemilaSette

Lacrima persa da
ToxicCandy
.domenica, 31 dicembre 2006.
13:33
ricordi, sogni, speranze, paure, eric
Io non lo penso più.
No. Non è vero. Lo penso sempre. Metà gennaio e partirà... forse è peggio della morte. Saprò che lui c'è, che in un piccolo angolo di questo mondo esiste ancora, che il suo cuore continua a battere, ma le mie speranze... no. Non ci saranno più speranze, e nemmeno più i sogni. Mai potrò guardarlo negli occhi. Abbracciarlo e sussurrargli: "dai che tutto andrà bene" anche se nemmeno io potrò saperlo. Non voglio più soffrire, neppure buttare via tutto quello che ho sempre sperato. Ma non voglio essere egoista, so che andare lì, a tremila chilometri da qui, dove c'è la neve, il freddo, i boschi... so che quello è il tuo
sogno e non posso... non voglio distruggerlo. Anzi, se potessi darei una mano perchè sia esattamente come lo avevi desiderato. Impossibile. Perchè lì con te non ci sarà la donna che ami, neppure una casa tua, neppure dei bambini. I tuoi bambini.
Comincio a capire cosa prova lui. Ogni istante, ogni santo giorno, ogni ora... lui è così lontano è come un quadro che sbiadisce e diventa trasparente... e io più cerco di guardarlo per non dimenticare ciò che è stato, più mi accorgo di lati nascosti che non avevo mai scoperto, ma ormai è troppo logoro per poterli apprezzare al massimo. Vorrei salvarlo. Sono così impotente. Guardarlo scomparire... veder scomparire una cosa che ami senza poter far niente, con la paura di toccarlo. Una cosa che ami.
L'unica cosa che ami. 
Cercare il suo sorriso in altri volti, i suoi ti voglio bene in altri ragazzi. I suoi abbracci in altre persone, i suoi sguardi in altri occhi. Che sciocca... forse disperata. Una disperata, muta, immobile... Non voglio più sapere niente di te. Non voglio sapere quando te ne andrai, continuerò a vivere con la solita speranza, con l'illusione che tu ci sarai per sempre a cento chilometri da casa mia. Arriverà quel giorno che scoprirò che tu non ci sei più già da molto, ma io ho continuato a pensarti come se fossi ancora accanto a me... come se ci fossi ancora qui a dirmi che mi adori. Oh sì, mi hai detto che mi adori. O semplicemente il tempo si nutrirà dei miei sentimenti, dei miei ricordi, fino a che non mi ricorderò più di te. Saprò che qualcosa c'è stato, che una persona importante mi ha fatta crescere, che il mio cuore ha amato... forse rimarrà il tuo nome, forse neppure quello... come una scritta scolpita sul cuore, forse sarò troppo codarda, o ferita per leggerla, per guardare nel passato. Il tuo nome c'è stato... anche se non lo volessi più rimarrà una pagina dove ci siamo io e te che ci amiamo. Forse un amore mai esistito.
Eric.
Lacrima persa da
ToxicCandy
.martedì, 19 dicembre 2006.
19:32
Ho spalancato la finestra, avevo una voglia pazza di urlare al mondo quanto fosse stato ingiusto con Lui e come lui tantissimi altri, mi sono arrampicata sul davanzale e reggendomi alle persiane ho posato i piedi sul marmo freddo che sporgeva dalla finestra. I piedi nudi si toccavano appena. L'amore, l'amore! Ti rapisce e ti porta lontano, in alta marea... in un luogo dove solo i sogni possono arrivare e quando avremo bisogno di sentirci un po' meno soli, è lì che potremo trovarlo. Lì dove solo le menti bambine possono arrivare. E' forse una storia d'amore. Un amore mai iniziato veramente. Un amore che è vissuto dentro me. Un amore fatto d'immagini che mi hai donato negli anni, messe in ordine come a formarne un bellissimo libro di favole e quella favola, la mia favola è andata come volevo io, fino a quando qualcosa di più grande di me è venuto e mi ha portato via tutto. Ha portato via per sempre chi amavo, ha portato via il sogno, ha portato via la mia storia d'amore... spero che la morte si prenda cura di lui, come me ne sarei presa cura io. Ha cominciato a piovere, goccia dopo goccia, le immaginavo nascere da lissù e poi scendere verso la terra, velocissime. La pioggia è come le persone, dal momento in cui nascono, la loro vita comincia a correre, c'è chi la ha più lunga, come i fiocchi di neve, chi più corta come la grandine, ma non importa perchè prima o dopo saranno, anzi, saremo tutti una grande pozza d'acqua. Sentivo i brividi salirmi per le gambe fino ad attraversarmi la schiena, ho sussultato appoggiando la testa al muro. Vedevo le lacrime del mondo solo quando passavano accanto al lampione, proprio di fronte a me, ho allungato una mano per
afferrarle, era come se volessi salvare la vita di qualcuno, come se volessi far fermare il tempo e farle vivere per sempre nel mio pugno. Il marmo sotto me era umido ormai e il muschio lo rendeva viscido, sulla strada le macchine passavano rapide. Non vi fermate, continuate la vostra corsa. Avremmo voluto volare, te lo ricordi? Con un deltaplano ci saremmo finalmente potuti sentire un po' più liberi e io avrei potuto stringerti tra le braccia, chiudere gli occhi e sperare che tu mi portassi in un luogo lontano, perchè lo sapevo che ne saresti stato in grado. Tu sapevi dov'era quel luogo dove le case sono di cioccolata e gli alberi di pietra, ma non ne eri cosciente. Pensavi che io fossi solo una ragazzina che affoga le sue paure dei sogni, che viveva solo di speranze e desideri, una ragazzina che passa le giornate a leggere favole. Ma le favole le scrivevo nel palmo della mia mano, tu sei sempre stato il cavaliere dall'indole sfuggevole e io, io ero solo me stessa, ma com'è me stessa? Ho sempre scritto di te e di me; io che cercavo di staccarmi il più possibile da tutte quelle fanciulle che avrebbero voluto entrare nel tuo cuore, entrare in te e rapire tutti le cose delle quali avevi fatto tesoro nei tuoi diciannove anni, ma più mi staccavo da loro e più per te ero solo una delle tante. Non ho mai tentato di farti capire cosa avevo dentro, perchè come disse una di loro: "Nessuno può sapere cose stai passando, perchè nessuno è te". Io in parte sapevo, eri tu che non hai mai saputo nulla di me. La vuoi? Non dirmi che non hai bisogno di nessuno, so che menti. Insomma, la vuoi? So che la vuoi ma non me l'avresti mai tolta. Te l'avrei data volentieri, ma tu mi hai insegnato il vero senso, il vero valore, la vera gioia che si può trovare nel semplice vivere. Ma se non potevo darti la mia vita, avrei con piacere diviso gli anni che mi rimanevano, così che quel giorno saremmo andati via insieme e nessuno dei due avrebbe sofferto nel dover lasciare per sempre l'altro. Probabilmente avrei, comunque, sofferto solo io. Sono cosciente che se tu avessi continuato a vivere, l'avresti fatto non con me, però non mi importava, il mio compito era renderti felice e non mi interessava come, a costo di vederti sorridere con un'altra, mi sarei sentita morire dentro, ma se vedere quel sorriso era ciò che desideravo, non contava più nient'altro. Ho aperto le mie ali, era un po' come una sfida tra me e me, anche da sola avrei potuto andare a vivere nella casa di cioccolata, con un giardino di pietra. Ho piegato le ginocchia e mi sono gettata nel vuoto apparente, niente ha più senso della quiete dopo la tempesta e se la mia tempesta deve finire così... così sia. Aveva smesso di piovere e il vento del ventiquattro di dicembre s'infilava tra le fessure di ogni muro. Non Importa Chi Era, Quello Che Conta è Che L'Ho Amato E Non Ha Mai Sentito Che Lo Chiamavo Perchè Uscisse Dal Suo Buio.
Lacrima persa da
ToxicCandy
.martedì, 05 dicembre 2006.
17:57
Ho schiacciato il pulsante per aprire il portone, ma hanno citofonato ancora.
"Sì, chi è?"
"Sono Daniel, c'è Elisa?"
"Sono io Elisa, ma... chi sei?"
"Il tipo del cimitero..."
"Scendo."
Mi reggevo al muro, lo sguardo fisso sul portone. Daniel, che ci fa sotto casa mia? Istintivamente mi sono messa una mano sul basso ventre, ho cercato di sotterrare quella paura, eravamo stati due sciocchi ma non volevo ammetterlo; pensavo non volesse più vedermi dopo questo. Me ne vergognavo quasi. Mi sono fatta di corsa tutte le scale, sapevo che non l'avrei guardato in faccia, ma non ne ho potuto fare a meno, lui era sull'ultimo scalino, già sapeva che detestavo l'ascensore. Il palazzo sembrava essermi crollato addosso, fissavo le sue ginocchia e non riuscivo ad aprire bocca. Vai via anche tu, ormai non ho bisogno più di nessuno.
"Ciao stella!"
No. Non ci riuscivo, facevo pressione sullo scorrimano senza dire una parola. Mi fissava, sentivo i suoi occhi scrutarmi, ma non gli avrei dato la soddisfazione di guardarlo, non lo avrei fatto. Con un scatto si è messo le mani sui fianchi cominciando a sbattere il piede a terra, un po' come le mamme fintamente arrabbiate; mi è venuto addosso e caricandomi sulla sua spalla mi ha tirata su, poi s'è girato e con passi goffi e lenti, ha varcato la soglia ed è uscito portandomi con lui, non so dove. Questa volta avevo davvero paura di aver fatto il passo più lungo della gamba, non ero pronta ad avere una responsabilità così grande, l'ho sempre desiderato, ma non ero pronta ad avere un figlio, non ora, non con lui. Di colpo si è fermato, si è piegato e mi ha messa seduta su un prato, io velocemente ho stretto le gambe al petto, così lui si è inginocchiato avanti a me guardandomi, quasi supplicandomi di contraccambiare. Ho fatto un grande respiro e l'ho guardato.
"Ciao..."
"Come stai piccola?"
"Non chiamarmi piccola..." Sembravo un cane rabbioso in quell'istante.
"Allora, come stai?"
"Come vuoi che sto? Come sono sempre stata."
Ha storto la bocca sedendosi e incrociando le gambe.
"Perchè sei qui? Perchè sei venuto da me?" Il mio tono freddo e distaccato, fissavo il cielo limpido. Solo guardando il cielo ho notato che eravamo nel prato intorno al laghetto. Ha scosso il capo, si è alzato e deciso è andato vicino alla sponda sedendosi lì, con la schiena appoggiata al tronco di un albero. Continuavo a dondolarmi tenendomi il capo con una mano, era come se qualcuno mi pugnalasse, avrei voluto sbattere la testa contro qualcosa e lasciare che la mia anima scappasse da questo corpo. Perchè lo rifiutavo, pur sapendo che senza di lui mi sarei sentita persa come una volta? Grazie a Daniel avevo ritrovato il piacere nelle piccole cose, il piacere di stare le ore a fissarci senza dire nulla. Ma Daniel non era Lui... Lui non c'era più e io non volevo un altro, io volevo solo Lui. Mi sono alzata tempestivamente, mi sono guardata in torno, poi ho fissato per un attimo il sole, ho stretto le braccia al petto e mi sono detta che forse è ora di cominciare, forse è ora di cominciare perchè ho una promessa da mantenere! Ho corso verso quell'albero.
"Eli, Eli... purtroppo non ho mai avuto una vita come le altre, da quando sono nato... e ora quando qualcuno non sa che sto male e mi dice -Come ti vedi da qui a cinque anni?- E' come prima... come quando ero bimbo. Non ho mai avuto veri amici oltre Yuri e qualcuno che tenesse tanto a me quanto te e Giulia, ed ora che ho la possibilità di avere questo enorme tesoro... non lo so, è strano, è come se non lo volessi più, si è tutto cancellato all'improvviso... ma il dolore dentro rimane e rimane anche il fatto che è una cosa che mi sono imposto, di non affezionarmi da quando anche la mia ragazza è morta per la stessa malattia. Se mi vuoi bene continua a vivere... vivi... vivi per quelli che ti vogliono bene e vivi per me... tu che puoi vivi! Tu che puoi continua! Tu puoi regalare felicità a qualcuno, continua a farlo, per Me!"
Mi sono buttata a terra, forse non piangevo solo per aver guardato il sole troppo a lungo, tenevo la mani davanti alla bocca non sapevo cosa dire, lui mi ha fatta sedere tra le sue gambe abbracciandomi con dolcezza, voleva darmi sicurezza, troppe volte lo aveva fatto anche Lui. Mi ha baciato la fronte, ora lo guardavo negli occhi, lui piangeva più di me, di una cosa ero certa, lui non piangeva per aver guardato il sole. Ho fatto sfiorare le nostre labbra, stampandogli un bacio poi l'ho preso per mano come per dirgli che era ora di andare via. S'è alzato ed è rimasto davanti a me, immobile mi guardava con quegli occhi, mi faceva tenerezza, sembrava un bambino impaurito.
"Cos'è quel faccino?"
Ha guardato in basso. Gli ho circondato la vita con le mie braccia e ho posato le testa sul suo petto.
"Sono uno sciocco."
L'ho guardato interrogativa.
"E se... no niente. Andiamo!" L'ho baciato ancora. Le sue labbra erano morbide e calde, poi ha sorriso.
"Da quanto che non vedevo un sorriso..."
"Succede quando l'unica persona di cui ti importa, ti fa capire che c'è!"
L'orologio della vita è caduto, un rumore assordante, forse ho capito male. Il tempo si è fermato, lui lì abbracciato a me che sorride, gli uccelli come disegnati nel cielo, le macchine ferme. Sembrava tutto un grandissimo disegno e mi guardavo intorno, tutto un disegno tranne io. Potevo urlare, chiedere aiuto, ma niente, nessuno mi sentiva, nessuno sembrava accorgersi di tutto quello che avevo dentro.
Mi ha presa per mano. Con calma ci siamo incamminati verso casa, tra venti minuti sarebbero arrivare Valentina e Giulia, erano solo le cinque meno venti, ma io non potevo saperlo... da quando Lui se n'era andato non avevo più guardato un orologio.
Lacrima persa da
ToxicCandy
.lunedì, 04 dicembre 2006.
14:53
Le vacanze natalizie sono arrivare presto e così presto è arrivata anche la batteria che i miei avevo promesso di comprarmi. Era rossa, appena l'ho vista ho storto il muso poi ho sorriso soddisfatta. Ho quindi deciso di chiamare Valentina e Giulia.
"Pronto..."
"Oi Vale, sono Elisa. Come va?"
"Diciamo bene e te?"
"Mi è arrivata la batteria, hai sentito Giulia?"
"Sì è qui con me!"
"Perfetto, venite da me che suoniamo qualcosa?!"
"Per le cinque siamo da te... a dopo."
"A dopo, ciao ciao!"
Ho chiuso le imposte, la porta a chiave e mi sono seduta sul pavimento freddo poggiando la schiena al letto. Ho cercato qualche Cd sparso per la stanza, l'ho messo nel computer e ho selezionato repeat sulla canzone dei Within Temptation, Neverending Story; non avevo voglia di pensare a niente, volevo stare per un paio d'ore seduta a terra e fissare il buio. Non è vero che nel buio non si vede nulla, almeno per me non è così, perchè io nel buio, il mio buio, il buio familiare, ci vedo me stessa... vedo le immagini della mia vita girarmi intorno. Immagini che non avrei mai voluto ricordare. Le goccie di sangue che uscivano veloci dalle ferite sui polsi, timidamente formavano tante linee, tanti fiumiciattoli, un po' come le lacrime. Lacrime rosse. Il sorriso di Lui, quel sorriso che non ho mai visto, mi metteva angoscia e mi faceva venire i brividi. Come se lentamente diventassi sempre più piccola, così piccola da scomparire alla vista di tutti. Ma chi poteva vedermi nel mio buio? Le mie paure mi sbattevano contro e mi facevano male. Ma se io non ho paura di nulla... o quasi. Ho spalancato gli occhi all'improvviso, ma gli occhi erano già aperti ma non c'era luce e non potevo vedere nulla. O forse non volevo vedere nulla, in fondo non mi sarebbe costato nulla accendere la luce. Ho sbattuto il polso sinistro sulle labbra sentivo il sapore del sangue, piangevo... piangevo sola, con i polsi sanguinanti, seduta sulle fredde piastrelle della mia camera, il silenzio era diventato assordante, sbattevo la testa all'indietro ma non mi facevo male, chè dietro c'era il letto. Basta, basta per favore... te ne sei andato, lasciami in pace, non voglio più niente da te. Non hai saputo amarmi come volevo, ormai non desidero più nulla solo che tu sparisca per sempre, tu e le tue stupide parole. "Io ho bisogno di te...", "vorrei che durasse in eterno", "ti voglio bene piccola", "sei la mia unica certezza".
Sparisci dalla mia vita, non ho più bisogno delle tue frasi fatte, ipocrita!
"Elisa, hanno citofonato vai ad aprire!"
Ho passato il dorso della mano sulle guance per asciugarmi le lacrime, ma non stavo piangendo; ho acceso la luce e ho coperto i polsi, ma niente sangue... il dolore è ancora dentro me e mi consuma lentamente. Sono corsa in cucina per aprire a Valentina e Giulia.
Lacrima persa da
ToxicCandy
.domenica, 03 dicembre 2006.
20:27
"Guarda. Vedi?" Mi ha detto indicando fuori dalla finestra.
"Una famiglia..."
"Sembrano così felici."
"Tre bellissimi bambini..."
"...E due felicissimi genitori." Parlava con note malinconiche.
"Io voglio al più presto avere una mia famiglia dove potrò finalmente dare ai miei figli tutto l'amore e la comprensione che ho sempre desiderato io..."
"E non metterli in mezzo a stupide discussioni, farli sentire sempre amati... avere il lavoro dei miei sogni e..."
"Vivere in una bella casa tra il verde magari in Finlandia..." L'ho interrotto sorridendo e appoggiando i gomiti sul tavolo.
"Io sono nato in Finlandia..."
"Mia madre è Finlandese..." Sorpresa l'ho guardato negli occhi.
Finito di mangiare sono saltata giù dallo sgabello e sono corsa in camera comprendomi con il lenzuolo. Lui sparecchiava ridendo e scuotendo il capo. Sembrava palese che mi avrebbe rincorso e invece non l'ha fatto. Ho guardato le candele ormai consumate, ho aperto le finestre lasciando entrare un vento fresco, gelido. Vento, di un primo pomeriggio di dicembre. Dietro e intorno, un caldo che mi avvolgeva, l'aria che sapeva ancora di noi, l'aria pesante... fuori dalla finestra l'aria invece era così leggera, mi faceva sentire libera anche se tutta quella libertà mi metteva un po' di paura. Ho rimesso il vestito ormai asciutto e mi sono seduta sul letto, sentivo i rumore provenire dalla cucina, stava lavando le tazze. E Lui già non c'era più, sembrava ieri che mi dicevo che il giorno in cui se ne sarebbe andato era troppo lontano. Da un istante all'altro, l'ho perso di vista e lui ha mollato. Ho la sua iniziale, che poi è anche la mia sul braccio. Me l'ero fatta io, mi ero chiusa in bagno dicendo che mi sentivo poco bene, mi ero seduta sul tappeto e prendendo la lametta, mi ero tagliata fino a farmi uscire il sangue poi sulla ferita ho messo l'nchiostro di una vecchia biro. Bruciava tantissimo e velocemente il sangue si è mischiato con il blu dell'inchiostro. Sul letto ho scoperto l'avambraccio sinistro e ho passato le dita sulla sua iniziale, le prime volte lo facevo spesso perchè era come se sfiorassi Lui e ciò mi faceva stare bene. Mi chiedo perchè a volte sia tutto così ingiusto, che senso ha la vita se la vivi solo diciannove anni. Ognuno vive pensando al proprio futuro o al proprio passato, il presento c'è per programmarsi il futuro, ma se uno il futuro non ce l'ha a cosa pensa? Hai perfino paura di dire, "oggi sono stanco lo faccio domani..." e se un domani non ci sarà? E quando ti metti lì, con la testa fuori dalla finestra e osservi il cielo stellato, sorridi quando ti chiedi se un giorno vedrai quello stesso cielo tenendo tra le braccia tuo figlio o la persona che ami, ma se un giorno non ci sarà? Pensando al passato a tutto quello che c'è stato, hai la speranza di poterlo cambiare il tuo destino, di dare a qualcuno ciò che non hanno mai dato a te, di sentirti finalmente soddisfatto... non puoi pensare al passato ma nemmeno al futuro come puoi vivere bene questo presente? Come puoi assaporare la poca vita che ti rimane? Immediatamente tutto ti sembra così breve, il tempo ti sembra correre così velocemente verso la fine che hai timore di fare qualsiasi cosa, per paura di lasciarla a metà. Paura di afferrare un sentimento, paura di allungare una mano verso chi ha bisogno, non hai mai voluto illudere nessuno, non hai mai voluto far soffrire nessuno... questa volta sembra tutto inevitabile. Non puoi farci assolutamente niente, solo tacere davanti all'ingiusto destino.
Avevo detto ai miei che avrei dormito da un'amica per cui non si preoccupavano.
"Dai che ti porto a casa!" Appoggiato alla porta mi guardava. Io non volevo andare a casa però non ho osato replicare.
"Va bene." Controvoglia mi sono allaccita gli anfibi, ho preso la giacca e mi sono avviata verso l'uscio.
"Preso tutto?"
"Sì, credo..."
Dopo qualche istante di silenzio ho replicato: "Anche se mi sono dimenticata qualcosa lo prenderò la prossima volta..." Ma ci sarà una prossima volta? Questo non potevo saperlo.
Lacrima persa da
ToxicCandy
.sabato, 02 dicembre 2006.
16:00
Sapere che puoi morire domani, o tra un anno, che puoi non svegliarti, che ogni secondo, ogni tic tac dell'orologio, è un secondo in meno della tua, già breve, vita.
Un istante sembra correre velocissimio... così veloce che ogni minuto senti che le forze ti abbandonano...
e ogni giorno lotti, lotti dicendo: "Dai... devo farcela... solo domani!" E così finchè non avrai neppure più la forza di aprire gli occhi, perchè qualcosa si nutre di te.
Non potrai più avere la speranza di abbracciarlo e di dirgli: "Eric, tesoro, andrà tutto bene te lo prometto, ti starò accanto per sempre. " Sapere che in qualsiasi istante la persona che ami se ne
potrebbe essere andata, senza averti detto nemmeno addio e se lo vedrai, se lo rivedrai, sarà in una stupida bara che verrà sotterrato per sempre... ma non se ne andrà solo il suo corpo, con lui te ne andrà anche tu, tutti i ricordi, le parole, i ti amo, la speranza di poterlo rendere felice un giorno... la più piccola speranza, che forse sarebbe rimasto in vita... Poi ti dirai: "E adesso? Adesso che faccio? Amo, cosa? Polvere? Ossa? Amo un ricordo? Amo una voce, amo delle parole, ora che scopo ho? Ora che speranze, che sogni, cos'ho? Prima volevi renderlo felice e aspettavi, e vivevi sperando che ti venisse a dire che anche lui ti voleva bene, ora che sei sicura che non potrà venire, come ti senti? Inutile, vuota e delusa... è stato tutto troppo deludente. Perchè non ti accorgevi che ogni giorno che passava lui era sempre più lontano, che ogni giorno che passava la tua meta non era sempre più vicina... ma bensì più impossibile di quanto potessi immaginare.
Vorrei una mattina svegliarmi e trovarmi accanto la persona che amo, l'unica che forse ho amato. Vorrei poter passare tutta la notte e guardarlo dormire e poi addormentarmi sapendo che lui mi è accanto ma anche se mi è accanto lo sognerei uguale, poi aprendo gli occhi e vedendolo lì, raggomitolato sotto le lenzuola con il volto da bimbo, che dorme, perchè tutti quando dormono sono indifesi, rapiti e resi deboli dai loro stessi sogni, solo un po' più vulnerabili, allora mi sentirei bene. Rifugiato tra i suoi sogni, non vorrei svegliarlo, solo posare la testa sul suo cuscino e guardarlo da vicino, vederlo sorridere nel sonno e poi quando si sveglia, non direi proprio nulla, rimarrei immobile tra le sue braccia, come un cucciolo smarrito, come un neonato tra le braccia della mamma.
Mi passava il pollice sulle guance calde mentre mi sorrideva.
"Hai fame?"
"Da lupi..." Ho tirato la coperta fino al mento guardandolo come di nascosto.
"Allora vado a preparare qualcosa." E' saltato giù dal letto, mi piaceva la sua nudità, era uno di quei corpi esili con le spalle larghe e la vita stretta. La pelle bianchissima in tutto il corpo e le mani grandi dalle dita lunghe e magre. Io son rimasta nel letto con le ginocchia che si toccavano. Fissavo silenziosa il soffitto come se ci fosse un grande schermo del cinema che guardavo curiosa, ma su quello schermo c'eravamo io e lui nel nostro amplesso. Non c'erano corpi, non c'erano letti, non c'erano stanze buie, solo mille sensazioni, brividi, pensieri. Poco dopo è tornato in camera porgendomi la mano, in quell'istante mi è tornato in mente la prima volta che ci siamo visti, è così diverso da quella volta, sembra un'altra persona, un altro volto. Mi ha avvolta tra le lenzuola e mi ha portata in cucina facendomi appoggiare sulle sue spalle. Abbiamo fatto colazione parlando del più e del meno.
Lacrima persa da
ToxicCandy
.venerdì, 01 dicembre 2006.
15:20
Aveva un sorriso così bello e guardandomi mi faceva sentire bambina, quando mio padre mi faceva sedere sulle sue gambe e mi raccontava delle sue mille avventure, delle principesse e del lupo cattivo o quando mia madre mi stringeva a sè perchè avevo la febbre cercando di farmi sentire bene. E io così piccola davanti a lui mi sono sdraiata sul letto sentendo il lieve contatto con le lenzuola pulite, candide; lenzuola che sapeva di lui, lenzuola che non avevo mai visto. In ginocchio accanto a me mi ha posato le mani sulla parte inferiore del ventre facendo scendere piano i collant ancora bagnati, non distogliendo lo guardo dai miei occhi; non potevo non sorridere, tutto mi ricordava Lui. Seduto sopra a me, mi ha baciato il collo appoggiato con le mani al bordo del letto, poi si è avvicinato all'orecchio sussurrandomi parole dolci. Ha passato le sue labbra su tutto il mio corpo ormai caldo, poi ha incrociato le dita con le mie, ha passato l'indice sulla mia bocca spingendo un po', infine mi ha fatta mettere sotto le lenzuola sdraiandosi piano sopra a me. Ho chiuso gli occhi e l'ho abbracciato, lui con un sospiro mi ha baciata con passione mentre intorno a noi sembrava che ci fosse una foresta buia che nascondeva mille occhi che ci osservavano, ma non mi importava nulla, piano le sue mani sono sparite sotto le lenzuola. Come una spada che entra dentro me e divide il mio corpo in due parti uguali... mi ha dato un ultimo bacio sulle labbra stringendomi sempre più le mani facendo, però, attenzione a non farmi male; non c'era più spazio per i dubbi e per le paure, per la sofferenza e per i timori, in quell'istante è sparito tutto, solo tanta passione e piacere che ogni istante cresceva sempre più. E' venuto dentro me, io ero lì che lo osservavo silenziosa, mi sentivo un cucciolo indifeso, quando poi tutto è finito si è sdraiato accanto a me osservando il soffito, senza dire una parola. Il tempo è volato veloce, ha fatto la sua corsa poi ha cominciato a rallentare fino ad andare così lento che sembrava quasi non passare più.
Si è avvicinato al mio orecchio e mi ha sussurrato la buonanotte, dandomi poi un dolce bacio, i nostri corpi ancora nudi e caldi si toccavano, l'aria densa, il suo odore... si è spostato i capelli dietro le spalle e ha posato il capo sul mio cuscino guardandomi negli occhi, che poi ha chiuso a sua volta.
"A domani piccola, dormi bene..."
Lacrima persa da
ToxicCandy